
Perfetto per far impazzire il vostro vicino di tavolo o per far crescere e moltiplicare il fatidico dubbio tra le sinapsi dei vostri colleghi: “Sono io che non capisco un cazzo o questo rumoraccio di beats appena accennati è spazzatura?”. Disco splendido che segna il ritorno a Kranky. Personale, a volte intimo, altre maestosamente atmosferico, senza dimenticare la miracolosa leggerezza che lo apre agli ascoltatori e lo rende fruibile in maniera quasi pop (tranne che per i vostri colleghi ovviamente).